16 settembre 2026 – Ti invitiamo al DEX di Piacenza!

DEXperience by Siemens – Industrial AI & Automazione live
Cignoli ti invita al Digital EXperience Center (DEX) di Piacenza, la smart factory Siemens dove automazione industriale, digitalizzazione e Industrial AI si incontrano in un’esperienza concreta e immersiva.

📍 16 settembre | DEX Piacenza

Una giornata dedicata all’innovazione industriale, con keynote, tour guidato delle soluzioni e sessioni interattive su tecnologie abilitanti e applicazioni reali di AI generativa nella produzione.
Un’occasione per vedere da vicino il futuro della manifattura e confrontarsi con esperti del settore.

👉 Per iscriverti e per maggiori info scrivi a: cignoli@cignoli.it

 

Cignoli: un nuovo posizionamento nel mondo dell’Automazione

A fine maggio abbiamo partecipato a SPS Italia, uno degli appuntamenti più rilevanti per il mondo dell’automazione industriale.
Per noi è stata un’occasione importante per raccontare l’evoluzione del nostro posizionamento, condividere la nostra strategia e valorizzare un rapporto sempre più solido con un partner come Siemens.

Durante i tre giorni di fiera abbiamo accolto oltre 1000 visitatori al nostro stand e incontrato la stampa in un press cocktail dedicato, con la partecipazione di 20 giornalisti, di cui condivideremo le interviste.👏

Un momento di confronto, innovazione e visione, che ha rafforzato il dialogo con clienti e stakeholder.

Se te lo sei perso, puoi riviverlo qui 👇📽️

Cignoli: un nuovo posizionamento nel mondo dell’Automazione

Durante la prima giornata di SPS Italia, presso il nostro stand, la stampa si è radunata per ascoltare la presentazione del nuovo posizionamento di Cignoli nel mercato dell’automazione industriale. Un press cocktail, con la partecipazione di Daniele Lucchetta , Direttore Commerciale di Cignoli e Floriano Masoero, CEO di Siemens, per condividere visione e direzione.

Cignoli apre oggi una nuova fase.
Ha una missione distintiva, un go-to-market dedicato e un posizionamento chiaro nel mondo dell’automazione e della digitalizzazione industriale.
È sempre più integrata con Siemens, valorizzando una partnership storica che oggi assume un significato ancora più strategico.
Contestualmente, Cignoli è parte di un ecosistema ancora più grande: quello di Sonepar Italy >http://bit.ly/3Rp0XWa
Un ecosistema capace di unire specializzazione, copertura territoriale, competenze tecniche, capacità digitale, logistica, solidità finanziaria e visione internazionale.
Crediamo che questa combinazione sia unica nel mercato.
È con questa convinzione che desideriamo accompagnare i nostri clienti: non solo fornendo prodotti, ma aiutandoli a costruire soluzioni, innovazione e competitività.
Cignoli evolve.

L’automazione evolve.

E insieme a Siemens e a Sonepar Italy vogliamo essere protagonisti di questa evoluzione.
Per approfondimenti, leggi il comunicato Stampa> https://bit.ly/4wJg1xQ

 

In fiera SPS Italia, Cignoli si presenta con una veste rinnovata

In fiera SPS Italia, Cignoli si presenta con una veste rinnovata.
Un nuovo logo che racconta l’evoluzione dell’azienda e il percorso intrapreso verso una sempre maggiore verticalizzazione delle competenze nell’ambito dell’automazione industriale.

Il nuovo logotipo, una “X”, rappresenta il punto di convergenza tra passato e futuro: da un lato una storia solida, dall’altro la volontà di innovare, con chiarezza di visione e specializzazione.
Un segno semplice, che racchiude identità e direzione.

 

𝗨𝗻𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗳𝗮𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗖𝗶𝗴𝗻𝗼𝗹𝗶, 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿𝘀𝗵𝗶𝗽 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗦𝗶𝗲𝗺𝗲𝗻𝘀

𝗨𝗻𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗳𝗮𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗖𝗶𝗴𝗻𝗼𝗹𝗶, 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿𝘀𝗵𝗶𝗽 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗦𝗶𝗲𝗺𝗲𝗻𝘀
“La partnership con Cignoli è importante perché siamo in un’epoca in cui l’industria è chiamata a evolversi rapidamente. Innovazione, efficienza energetica e automazione non sono più opzioni, ma leve fondamentali per competere.
In questo contesto, la sinergia tra Cignoli e Siemens rappresenta un valore concreto per il mercato, in quanto unisce consulenza a 360°, soluzioni integrate per l’automazione e competenze per migliorare l’efficienza energetica.” – Afferma Floriano Masoero, CEO e Presidente di Siemens Italia

Scopri di più nel video ▶️

SPS sta per iniziare… hai già il tuo biglietto? 

C’è un motivo in più per essere in fiera.

A SPS Italia potrai scoprire da vicino l’evoluzione di Cignoli: una nuova visione, un posizionamento più solido e un approccio sempre più integrato all’automazione e alla digitalizzazione dell’impresa.
Non solo soluzioni, ma un modo diverso di accompagnarti nell’innovazione industriale.
Dal 1937 a oggi, in continua evoluzione.

Dal 26–28 maggio passa a trovarci.

📌 Ci trovi al Padiglione 5 | Stand A002

🎟️ Richiedi il tuo biglietto su www.sps.it e 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗗𝗪𝗦𝗝𝗛𝟳𝗦𝗙

Ti aspetta:
• un omaggio esclusivo
• la possibilità di partecipare a un tour dedicato dello stand Siemens (su richiesta)

Vieni a scoprire le nostre novità e a confrontarti con il nostro team.

 

Ti aspettiamo dal 26 al 28 maggio al nostro stand in fiera SPS a Parma

🚀 Cignoli entra in una nuova fase: più forte, più focalizzata, più specializzata.

⚙️ Una realtà che si rafforza nel mondo dell’automazione industriale, ampliando competenze, soluzioni e il proprio ruolo di connessione tra tecnologie e mercato.
📍 Ti aspettiamo a SPS Italia | 26–28 maggio
Vieni a scoprire le nostre novità e a confrontarti con il nostro team.

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📌 Ci trovi al Padiglione 5 | Stand A002

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Siemens e Nvidia creano il metaverso industriale

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La partnership tra Siemens e Nvidia promette di rivoluzionare lo scenario dell’industria 5.0 attraverso la realizzazione del metaverso industriale. Le due aziende hanno annunciato il loro sforzo congiunto nello sviluppo di una soluzione software AI based il cui scopo dichiarato è quello di portare la tecnologia dei Digital Twin verso nuove vette di innovazione.

Le simulazioni digitali sono al centro della quinta rivoluzione industriale ed era prevedibile aspettarsi un’implementazione capillare e pervasiva dell’intelligenza artificiale, che adesso è in grado di dar vita a gemelli virtuali fotorealistici. La collaborazione tra Nvidia e Siemens non è tuttavia finalizzata al mero aumento del dettaglio visivo: l’AI restituisce una fisica realistica e permette una implementazione dei dati in tempo reale sempre più precisa, che consentono così un livello di automazione e di integrazione con i dispositivi IIoT mai visto in precedenza.

Lo sviluppo del metaverso industriale targato Siemens-Nvidia punta dunque a ridefinire il concetto stesso di automazione industriale. L’idea è quella di un ambiente di lavoro capace di connettere fisico e virtuale senza soluzione di continuità, dove l’innovazione correrà alla velocità del software e le persone potranno collaborare in modo inedito per migliorare prodotti e performance. Ma che cos’è davvero il metaverso industriale? E come si traduce concretamente la sinergia tra i due giganti del tech?

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Siemens e Nvidia insieme per Omniverse

La piattaforma di business digitale aperta Siemens Xcelerator e quella pensata per la progettazione e la collaborazione in 3D Nvidia Omniverse: sono questi gli ingredienti alla base del metaverso industriale. Qui i modelli digitali di Siemens verranno potenziati dall’intelligenza artificiale in tempo reale di Nvidia. Il risultato? Un’esperienza immersiva e realistica che restituisce agli operatori un livello di precisione superiore a quelli attualmente raggiungibili.

Le nuove API Nvidia Omniverse Cloud offrono una computazione dei dati migliorata, che ridefinisce la progettazione digitale dalle fondamenta. Nel metaverso sarà possibile sperimentare sui prodotti come se si fosse davvero nel mondo reale. Gli interventi saranno di conseguenza più decisivi, senza contare la possibilità di risparmiare tempo e risorse, così da migliorare le performance complessive dell’azienda. Secondo Siemens sarà possibile interfacciarsi con i gemelli digitali attraverso linguaggio naturale, rendendo le interazioni umane come mai prima d’ora.

Per assicurare la piena riuscita del metaverso industriale, Siemens sta lavorando per una piena integrazione di Omniverse in Xcelerator. È previsto inoltre il rilascio di un nuovo prodotto per Teamcenter® X, software cloud-based pensato per gestire il ciclo di vita del prodotto proprio su Xcelerator. Più nel dettaglio, Siemens è in questo momento impegnata a:

  • Supportare la messa online di nuove fabbriche AI;
  • Riconfigurare le operazioni necessarie per aggiornare le GPU;
  • Sfruttare simulazioni avanzate per ottimizzare i sistemi di alimentazione e raffreddamento;
  • Proteggere la catena di approvvigionamento da fattori che possano minacciarne l’operatività.

L’evoluzione dell’AI e il conseguente successo del metaverso industriale passa in altre parole da un’ecosistema di infrastrutture che sono sia performanti, che efficienti da un punto di vista energetico e soprattutto scalabili, così da potersi adattare a quanti più contesti aziendali possibili.

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Applicazioni del metaverso industriale

A beneficiare del metaverso industriale Nvidia-Siemens e delle sue applicazioni sarà praticamente l’intera progettazione industriale, ma non solo. Basti pensare a quello che sarà l’impatto sui team di vendita e sui decision-maker che, sfruttando il maggior livello di dettaglio delle simulazioni e dei dati raccolti, potranno proporre e valutare in maniera più consapevole i prodotti. La sensazione è dunque che si assisterà a una decisa accelerazione della transizione digitale, nonché a un costante miglioramento dello stesso metaverso industriale.

Un feedback molto interessante arriva dal settore nautico. Un noto brand del settore ha richiesto il supporto di Nvidia e Siemens per costruire navi sostenibili alimentate ad ammoniaca e idrogeno. La complessità del progetto è enorme, con oltre sette milioni di componenti da supervisionare attentamente e da cui estrarre dati. Il metaverso industriale giocherà quindi un ruolo chiave, in quanto permetterà di:

  • Visualizzare un gemello digitale capace di riprodurre alla perfezione la struttura della nave e il funzionamento della sua componentistica;
  • Computare la mole di dati ingegneristici forniti attraverso l’intelligenza artificiale generativa.

Durante una demo, Siemens e Nvidia hanno mostrato un’altra applicazione significativa. Tra i vantaggi del metaverso industriale vi è infatti la possibilità di supportare un cliente dalla progettazione della fabbrica, fino alla sua gestione operativa. Questa tecnologia abilita l’integrazione di linee di produzione e infrastrutture in un ambiente unico: da qui, è possibile inizializzare varie simulazioni AI su centinaia di layout potenziali, fino a trovare la configurazione migliore.

Il risultato è un notevole abbassamento delle tempistiche richieste per i vari task. Se prima una particolare simulazione poteva richiedere giorni o settimane, ora il medesimo esito si può ottenere nel giro di ore. Se invece si ragiona in termini di intera infrastruttura, un’ottimizzazione completa sarà realizzabile in appena qualche mese.

Leggi anche l’articolo: Nuovo paradigma nell’automazione: come cambia il rapporto tra control room e servitizzazione

Nuovo paradigma nell’automazione: come cambia il rapporto tra control room e servitizzazione

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OEM – significato

La sigla OEM significa Original Equipment Manufacturer e indica un’azienda che vende i suoi prodotti ad un’altra realtà aziendale affinché quest’ultima li venda col proprio marchio. I settori di maggior diffusione di questa pratica sono quello informatico e quello automobilistico.

L’azienda che acquista dei prodotti (o parti di prodotti finiti) dalle OEM viene chiamata VAR (rivenditore a valore aggiunto), perché la sua brand reputation conferisce maggior valore al prodotto.

Alcune aziende sono sia VAR che OEM, poiché:

  • Producono alcuni articoli per delle VAR che, essendo più autorevoli in quello specifico settore, li rivendono poi col proprio marchio.
  • Ricevono da altre OEM i prodotti in modo da rivenderli col proprio nome, avendo maggiore autorevolezza rispetto a quegli specifici articoli.

In che modo la seconda azienda apporta “valore”?

  • È leader in uno specifico ambito tecnologico.
  • È leader per il design dei propri prodotti.
  • Ha una migliore brand awareness (fama del marchio).

Tendenzialmente, le OEM sono delle B2B (vendono ad altre aziende), mentre le VAR sono sia delle B2B che delle B2C (vendono anche ai consumatori). A volte una OEM smette di esserlo e inizia a produrre i propri articoli usando il suo brand e, ultimamente, anche le OEM hanno iniziato a vendere direttamente ai consumatori.
Il caso più eclatante è ad esempio BYD, colosso delle batterie che per anni ha prodotto per Tesla, e che ha iniziato a farsi valere con le proprie vetture direttamente sul mercato consumer superando persino Tesla nelle vendite.

Gli articoli o i pezzi prodotti dalle OEM non vanno però confusi con i prodotti Aftermarket, ovvero quei prodotti “compatibili” che possono sostituirsi agli originali, ma che non sempre sono di qualità.

Esistono inoltre casi in cui la VAR non si occupa di integrare i prodotti OEM, ma effettua una consulenza presso un’altra azienda cliente al fine di creare un ecosistema tutto basato sui prodotti della OEM. Collaborando con progettisti e ingegneri al fine di integrare lato software la soluzione.
Questo ad esempio è il caso di Cignoli con Siemens. Cignoli lavora come VAR per Siemens, realizzando sistemi di automazione industriale che implementano componentistica Siemens integrata con i software forniti proprio dall’OEM.
Andiamo a vedere cosa comporta quindi l’introduzione di questa tipologia di lavoro.

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Control room: come cambiano

Quando il cliente di una OEM (potrebbe essere un’azienda VAR) acquista, insieme al prodotto, i servizi di monitoraggio e di intervento da remoto si parla di servitizzazione, una nuova concezione di automazione industriale. Ciò è possibile tramite le control room, le quali consentono alle OEM di arricchire la loro offerta con funzionalità digitalmente avanzate che garantiscono risparmio energetico, guadagno ed efficienza, non fornendo più solo prodotti e macchine, ma anche un servizio associato.

Le funzioni offerte sono le seguenti:

  • Localizzazione e tracciamento delle macchine.
  • Archiviazione dei dati.
  • Accesso alla cronologia dei dati operativi registrati dalla macchina.
  • Monitoraggio della performance della macchina.
  • Notifica di allarmi, eventi e derive.
  • Diagnosi e intervento a distanza sulle macchine tramite teleassistenza e realtà aumentata.

Il modello tradizionale di assistenza senza Control Room prevede un intervento nel momento in cui si verifica un disservizio e senza strumenti di analisi in remoto, quindi con l’obbligo di uscita del personale tecnico anche per falsi allarmi e problemi banali. La presenza della Control Room permette invece alle OEM di fare manutenzione preventiva e predittiva e dare supporto ai clienti, anche a quelli che si trovano dall’altra parte del Pianeta, tramite teleassistenza (Secure Connect Advisor) e realtà aumentata (Augmented Operator Advisor).

Tramite la piattaforma in cloud che contiene le informazioni necessarie al monitoraggio raccolte in tempo reale, è possibile un’assistenza anche da remoto, attraverso la quale il cliente, guidato passo dopo passo, riesce a risolvere autonomamente i problemi più elementari e frequenti. Da una stessa control room è possibile visualizzare più macchine installate in diversi luoghi, nonchè intere flotte di macchine istallate in siti diversi.

Le control room, quindi, permettono la manutenzione preventiva e predittiva a distanza, tramite controllo e gestione basati su strumenti digitali.

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Servitizzazione – vantaggi

Control Room e strategie di servitizzazione (italianizzazione dell’inglese “servitization”) camminano in tandem per aiutare il cliente e per trasformare il costruttore in un partner strategico, rendendo le aziende sempre più efficienti. Se gli hardware, i software e i servizi digitali della Control Room tracciano e registrano i dati operativi, la servitizzazione è un processo per cui un’azienda trasforma i beni che produce in servizi da mettere a disposizione a pagamento.

I vantaggi della servitizzazione sono molteplici:

  • Fidelizzazione e vicinanza al cliente.
  • Capacità di previsione di interventi manutentivi e supporto.
  • Servizi evoluti forniti al cliente.
  • Maggiore efficienza, sostenibilità e produttività.

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Servitizzazione – esempi

Un esempio di servitizzazione si ha per esempio quando un tecnico aziendale, in loco, verifica un disservizio segnalato dagli utenti. Quindi viene guidato da un esperto in remoto, che lo segue step by step, condividendo immagini, documenti, controllando i dati e come (e se) cambiano, e suggerendo cosa fare.

In questo modo il costruttore non vende più un prodotto (una macchina) ma un servizio e il pagamento non è più “una tantum”, ma mensile o “pay per use”, comprensivo di interventi manutentivi e aggiornamenti.

Un esempio storico è quello della Rolls Royce, azienda nota per le sue macchine di lusso e che, non sono in molti a saperlo, è una delle principali produttrici di motori a turbina per aerei. Il brand ha inaugurato un nuovo modello di business chiamato “Power-by-the-Hour”, ovvero un “pay per use” a lungo termine.
Il modello prevede che la casa produttrice si occupi, per una tariffa oraria fissa per propulsore, di:

  • Installazione.
  • Controllo.
  • Manutenzione.
  • Disinstallazione.

Questo cambiamento, dalla vendita di un prodotto all’erogazione di un servizio, è stato accolto con favore dalle compagnie aeree, libere di non preoccuparsi più della gestione. Ovviamente passare dall’offrire una macchina all’offrire un servizio, richiede sistemi di monitoraggio in remoto molto complessi ed evoluti, ed è per questo che strategie di servitizzazione e control room non possono che essere legate a doppio filo.

Leggi anche l’articolo: Motion controller: cosa sono e come vengono integrati nei sistemi di automazione industriale

Quando le stelle si fermano sul Pistornile

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A Casteggio, il Pistornile è più di una torre: è un simbolo, un punto di riferimento. Chi arriva in città lo vede stagliarsi all’orizzonte, come un faro di pietra che accoglie e orienta. Quest’estate, alcune stelle sembrano essersi fermate proprio lì: non nel cielo, ma sulla Torre Campanaria della Chiesa di San Pietro al Pistornile, grazie al nuovo progetto di illuminazione che abbiamo realizzato. E per noi di Cignoli Elettroforniture, è molto più di un intervento tecnico.
È un gesto che ha un significato speciale, che unisce memoria, comunità e futuro.Torre-Campanaria-della-Chiesa-di-San-Pietro-al-Pistornile-casteggio-cignoli-elettroforniture-1

Era il 28 marzo 1997 quando nostro padre, Wander Cignoli, illuminò per la prima volta la torre campanaria con un progetto che aveva il sapore di una sfida e di una promessa. Oggi, a quasi trent’anni di distanza, quel testimone è stato raccolto da noi figli – Paolo, Cesare ed Elena – che abbiamo deciso di ridare luce al Pistornile. È un gesto che rinnova un impegno, ma che parla anche di generazioni: la nostra, che eredita un compito e un modo di guardare al territorio, e quella di chi verrà dopo, che potrà vedere ogni sera la sagoma del campanile risplendere.Torre-Campanaria-della-Chiesa-di-San-Pietro-al-Pistornile-casteggio-cignoli-elettroforniture-2

Se la continuità delle persone è il cuore di questa storia, la tecnologia è la sua veste nuova. Le lampade a scarica che un tempo garantivano la visibilità sono state sostituite da apparecchi a LED: più efficienti, più sostenibili, più capaci di valorizzare l’architettura senza sprechi. Così, quelle che chiamiamo luci artificiali diventano in realtà scintille di memoria, fili di luce che legano passato e futuro, genitori e figli, comunità e territorio.

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Dietro le stelle: i numeri della nuova illuminazione

Per gli addetti ai lavori, il progetto illuminotecnico del Pistornile racconta una storia altrettanto affascinante fatta di precisione, calcoli e scelte accurate. L’impianto si compone di proiettori SIGMA M FLOOD L8 e SIGMA S FLOOD L4, apparecchi ad alta efficienza con ottiche strette da 6°, specificamente selezionati per garantire uniformità luminosa e ridurre al minimo le dispersioni. La resa varia dai 3240 lumen dei modelli più compatti ai 6340 lumen dei proiettori principali con un indice di resa cromatica Ra 85, fondamentale per restituire fedelmente i colori della pietra e della facciata.

La disposizione segue una logica di equilibrio tra valorizzazione estetica e riduzione dei consumi: i proiettori sono posizionati sui quattro lati principali (est, sud, ovest e nord), con puntamenti calibrati verso dettagli significativi come il pennacchio, l’orologio, l’abside e la torre. L’inclinazione varia da 15° a 68° a seconda del punto da illuminare, garantendo profondità visiva e leggibilità architettonica anche a distanza.

Il tutto con una potenza complessiva installata di 615,5 W, un valore che testimonia come la tecnologia LED consenta di raggiungere effetti scenografici importanti senza gravare in modo significativo sui consumi energetici. In pratica, l’intervento coniuga la poesia della luce con l’efficienza della tecnica: dietro ogni stella che sembra essersi fermata sul Pistornile c’è un progetto che unisce esperienza, strumenti di calcolo e la volontà di continuare a servire la comunità con la competenza che da sempre contraddistingue il nostro lavoro.

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Leggi anche l’articolo: Siemens mette le basi per una nuova era industriale grazie all’Industrial AI

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